JOSIE MEREDITH MC CLANE
Età: 15 anni
Occhi: Un azzurro grigiastro come i grandi laghi di montagna prima del sorgere del sole.
Capelli: Neri corvini, corti, portati generalmente sciolti o con diverse mollette per non farli ricadere sul viso.
Data di nascita: 27 Gennaio
Casa di appartenenza: Grifondoro

Josie è una ragazza molto solare ed estroversa, le piace chiacchierare, quasi al limite della logorrea.
Molto socievole, per lei l’amicizia è tutto, specialmente a scuola. Per questo è una persona leale e corretta.
Spesso lascia troppo spazio all’istinto ed è così che non di rado finisce nei guai.
È parecchio disordinata e caotica anche se a suo dire “Nel mio disordine trovo sempre tutto”.
E’ una perfetta sintesi di strega babbana perché per lei non esiste un mondo che sovrasta l’altro. Senz’altro è consapevole che la magia è molto più comoda ma non disprezza o deride l’altra parte del mondo. Le piace molto la musica babbana, specie quella punk- rock oppure i film, trovando molto divertenti quelli riguardanti un possibile mondo magico.
Dopo il Quidditch è il calcio il suo sport preferito, uno dei pochi ricordi che la lega a suo padre, che fin da piccola tentava di insegnarle a calciare un pallone. Capita spesso nella sala comune o nei dormitori, vederla palleggiare con qualsiasi cosa sia a tiro, calzini, palle di carta ogni oggetto che possa rimbalzarle sui piedi.
Ama vestirsi casual e comoda, anche se non disdegna qualche eccentricità nel look, magari stravolgendo la natura di un capo d’abbigliamento con qualche incantesimo strano o, perché no, creando degli strani effetti immergendoli in pozioni da lei stessa inventate; cosa che a volte la fa rimanere senza niente da mettere. I suoi colori preferiti sono il nero e il viola perché, come tutti i colori scuri, la rilassano e riducono le distrazioni.
» STORIA
Josie è una mezzosangue. Mia Hollows, sua madre, è una strega, ad essere precisi una metamorfomagus (fatto che rende pressoché impossibile stabile in che cosa Josie le assomigli!) mentre Jonathan McClane, suo padre, era un poliziotto babbano, morto in servizio quando Josie aveva appena cinque anni.
Si erano conosciuti a causa di uno strano incidente magico nei pressi di Craven Road, a Londra, dove entrambi abitavano; alcuni babbani avendo visto delle stranezze avevano chiamato la polizia ed era proprio Jonathan in servizio. Mia all’epoca lavorava al ministero, negli uffici dei rapporti con i babbani e aveva, per così dire, “salvato” Jonathan da un incantesimo di memoria portandolo a bere un caffè, al quale ne successero molti altri. Alla notizia che Mia era una strega Jonathan reagì con una risata fragorosa che neanche spiegazioni e dimostrazioni riuscirono a frenare.
Nonostante la famiglia Hollows fosse purosangue non ci furono difficoltà nell’accettare un matrimonio misto.
Josie deve il suo nome alle sue nonne; Josie era la nonna paterna, Meredith quella materna.
Sebbene quest’ ultima desiderasse che il suo nome fosse il primo, in quanto nella famiglia Hollows ogni strega aveva come iniziale del nome una “M”, e i maschi una “R”, quando le fu spiegato che la madre di Jonathan era scomparsa dandolo alla luce, non fece alcuna obiezione sul dare alla nipotina il nome dell’altra nonna.
Alla nascita di Josie i genitori avevano pensato di crescerla secondo ambedue i modi di vivere.
Se la mamma la educava con giocattoli magici provenienti da Magic Toys, il papà la portava allo stadio di calcio a tifare Inghilterra.
Dopo la scomparsa del marito però, Mia decise di trasferirsi con la bambina presso i genitori.
Nonostante la pesante assenza paterna, Josie ebbe un’infanzia felice; mentre il nonno la portava con sé sulla scopa insegnandole i rudimenti del Quidditch, la nonna le svelava i piccoli segreti del suo passato di abile pozionista. La madre per non mancare al patto fatto col marito, le parlava spesso del mondo babbano e naturalmente di suo padre.
Josie attualmente non ha ancora chiaro il suo futuro; infatti se da un lato il desiderio di emulare il padre, diventando Auror, è molto forte, dall’altro il sogno di giocare a Quidditch da professionista la stuzzica parecchio.
Unica Grifondoro in una famiglia di Tassorosso, Josie è convinta che quella sia la sua casa perché, sempre secondo lei, se suo padre avesse frequentato Hogwarts di certo sarebbe stato un Grifondoro.
» BACCHETTA
10 pollici in legno d’acero con una piccola “M” incisa sulla punta poiché era appartenuta alla sua bisnonna, Melanie, accanto alla quale la nonna ha fatto scolpire una “J” prima di donarla a Josie. Il cuore è un capello di naiade, la ninfa delle sorgenti, avvolto in un petalo di orchidea.
» SCOPA
La scopa di Josie è una Windwings 7, leggera e maneggevole in legno di quercia (simbolo peraltro di virtù, forza, coraggio, dignità e perseveranza, una vera scopa per Grinfondoro!) regalo del nonno per il suo ultimo compleanno, il quale ci ha fatto incidere, oltre allo stemma del Grifondoro, il numero 10 poiché il giocatore preferito di Josie, Pier Alexander, ha proprio il numero dieci. Con questa scopa Josie spera di entrare nella squadra di Quidditch come cacciatrice.
» MATERIA PREFERITA
Grazie a tutti gli insegnamenti della nonna, per Josie Pozioni è la materia preferita, nonostante l’odio del professor Piton per tutti gli appartenenti a Grifondoro.
Tra le materie facoltative ovviamente Babbanologia è quella che le interessa di più, date le sue origini.
» MATERIA ODIATA
Forse l’unica materia che per Josie è una vera spina nel fianco è Storia della Magia.
La materia non sarebbe tanto male ma Rüf è così soporifero....
» FAMIGLIO
Un piccolo innocuo araneus diadematus, vale a dire un ragno tessitore dorato di neanche tre centimetri, di nome Jona.
Josie lo aveva trovato nel giardino di casa poco prima di partire per Hogwarts e aveva deciso di portarlo con sé. Il primo anno viveva per lo più nelle tasche delle giacche della padrona, ma quando questa si rese conto che non poteva andare avanti con vestiti pieni di ragnatele, decise di lasciarlo in una teca in dormitorio. Se poi lo faccia scorrazzare di nascosto ogni tanto non è dato saperlo!