JOAO FERNANDO

Età: 16
Occhi: Marroni
Capelli: Neri e piuttosto lunghetti, a cui tiene molto
Data di nascita: 17 marzo
Casa di appartenenza: Corvonero


È parecchio chiuso in sé stesso, questo è ciò che lo contraddistingue.
La sua spiccata intelligenza non è forse mai stata espressa in maniera totale e convincente, qualcosa forse condizionata dal fatto che la considerazione di amici (pochissimi) e parenti non ha mai raggiunto un livello soddisfacente.
Adora scrivere, ma non va matto per la lettura; i suoi scritti vengono puntualmente ignorati (e a volte anche buttati o stracciati) dall'autore stesso (cioè lui: ama scrivere ma odia rileggere i propri lavori).
Crede che ogni qual volta la sua piuma finisca di scorrere nella pergamena le sue abilità siano migliorate, per cui preferisce cimentarsi in nuovi esercizi di scrittura, tentando (cercando di essere il più obiettivo possibile) di trascrivere esattamente ciò che prova e pensa, senza una vera e propria rielaborazione.
Va in giro per la scuola sempre da solo, ogni tanto viene avvistato da qualche conoscente (che il più delle volte ignora) ma trascorre molto tempo da solo nel lago o nel cortile, a debita distanza dagli altri ragazzi, oppure in biblioteca: se non ama leggere ciò che lui scrive, adora leggersi i libri presenti nella biblioteca; si informa continuamente su tutto, la considera una vera arma per riuscire a dare un sempre nuovo tocco di stile ai suoi scritti.
Odia volare, non ne è mai stato capace, ma è un asso a spara schiocco, ed è forse il momento nel quale la sua natura da ragazzo isolato viene fuori in modo meno notevole. Quando gioca, si distrae, sorride quasi (!), mentre in genere la sua espressione (che non è neanche triste, eh) semplicemente non esprime alcuna emozione. La sua memoria è molto buona, le uniche cose che non ricorda sono le ricorrenze (neanche il suo compleanno!).
Secondo l'oroscopo celtico, Joao è un "Salice". In altre parole, è una personalità particolarmente complessa quella che coincide con questo albero: gli stati d'animo sono mutevoli, seppur mai espressi all'esterno, ma è pur sempre una personalità agitata da innumerevoli momenti di ispirazione e irrefrenabile desiderio di espressione, che ha luogo SOLTANTO nei suoi scritti; sono questi probabilmente così numerosi perché rappresentano l'unico sfogo utilizzato da Joao. Egli è anche romantico e molto sensibile, ma per ovvi motivi la sua sensibilità è rimasta sprofondata nei meandri del suo inconscio, in un piccolo angolino buio (egli è comunque una persona incredibilmente fedele).
Inoltre non riesce a NON ammalarsi almeno una volta al mese: la sua tipica tosse arriva tra settembre e marzo sulle 5-6-7 volte, per ogni anno che passa (che puntualità eh?). :-)
» STORIA
Portoghese, nato e residente a Monsanto, piccola cittadina del comune di Idanha-a-Nova.
Figlio di José Fernando e Gala Jimenez, ha soltanto un fratello di nome Geremia (il nome di origine italiana, pronunciato in maniera esatta dal solo Geremia) è frutto di un viaggio compiuto in italia dalla famiglia). Ha sempre vissuto nel piccolo della sua cittadella senza mai aspirare a tanto, ed è l'esatto contrario del fratello: simpaticissimo, dalle numerose compagnie.
Il nonno Joao Fernando morì un mese prima della nascita di Joao (per questo gli fu dato il suddetto nome).
Per coincidenze legate alle cadenze di alcune nascite passate, salti di generazioni e simili, i genitori di Joao non si aspettavano affatto un mago (molto abile in realtà) dotato come in effetti lo era, bensì un magonò: e fu in effetti la prima parola che pronunciò, confermando le aspettative (alquanto superstiziose) dei genitori, che gli riferirono (quando lui aveva 7 anni) esattamente tutto quello che avrebbe potuto fare se solo fosse stato capace di magia (con molta cattiveria, devo dire).
Forse già da quest'età molto condizionato dai parenti, il primissimo segno di magia riscontrabile fu la levitazione incontrollata dell'intera bancata in occasione del compleanno del fratello (che naturalmente egli aveva dimenticato!) a 10 anni; è in questa occasione, a causa dello stesso tavolo che gli capitombolò sopra, che si procurò una ferita all'occhio, guarita quasi per miracolo (ma che lasciò comunque un segno).
Due mesi dopo, dette fuoco alle lenzuola del proprio letto (questi sono gli episodi più eclatanti) e si bruciò le sopracciglia.
» BACCHETTA
Salix Alba, 12 pollici, corda di cuore di drago.
» SCOPA
Non ne possiede una.
» MATERIA PREFERITA
Trasfigurazione (è molto bravo a trasfigurare).
» MATERIA ODIATA
Erbologia (la ritiene una perdita di tempo).
» FAMIGLIO
Non ne ha