ALEXANDER VISCONTI
Età: 16
Occhi: Blu oltremare
Capelli: Neri
Data di nascita: 13 novembre
Casa di appartenenza: Grifondoro
Alexander porta con se il caldo ottimismo dell'Italia di suo padre e di suo nonno, la leggerezza francese legata al sensuale fatalismo spagnolo. Ama il teatro, soprattutto le tragedie, l'arte, la musica e le varie forme della danza. Crede che siano queste espressioni a manifestare l'anima 'divina' che giace negli esseri umani. Apparentemente distratto, capace di dimenticare qualcosa da qualche parte, ma nulla che sia per lui veramente importante o che possa danneggiare il suo lavoro.
Paziente, riflessivo, sognatore, ancora ingenuo, di quell'ingenuità che port ad accettare la vita nelle sue innumerevoli manifestazioni. I lineamento dolci del viso sposano perfettamente questo suo modo di essere. L'essere stato scelto dal cappello come Grifondoro non è stato un errore, poiché il magico cappello ha saputo leggere più in profondità nel suo cuore, dove il sangue latino e passionale di Arancia ha lasciato indelebile il marchio dello spirito libero legandosi indissolubilmente con la pare 'rivoluzionaria' della nonna Marie come se attraverso la sua esistenza si fosse riunito lo spirito di due donne che sono state capaci, a loro modo, di sfidare il mondo.
Bello, come solo il sangue misto sa essere, vanta di essere un Rasna-gallo (etrusco-gallo) scherzando su se stesso come nella sua dualità di mezzo-babbano o mezzo-mago…
» STORIA
Antoine, il padre di Alexader, è un archeologo appartenente ad una famiglia italo-francese di maghi.
Durante una spedizione dovuta ad un ritrovamento nel pressi di Mosca s'invaghì di una ballerina babbana di sangue spagnolo di nome Arancia. La loro relazione fu breve e passionale come la durata di un tango. Terminata la breve catalogazione dei pezzi e spente le luci del palco i due se ne tornarono alla propria vita. Arancia a Madrid e Antoin a Roma.
Solo nove mesi e mezzo dopo Arancia, bellissima come il sole estivo, si ripresentò da Antoin.
Tra le braccia aveva un fagottino, profumato di lavanda: Alexander.
La giovane donna spegò all'archeologo che era stato il frutto della loro relazione, e che Antoin doveva essere felice perché era un bimbo maschio, bellissimo, e che sarebbero stati felici insieme: lui e il bambino.
In breve gli spiegò la scelta del nome in parte russo e così popolare in onore di quella terra che li aveva fatti incontrare. Aggiungendo che era comunque un nome semplice da tradurre in tutte le lingue.
Baciò il bambino, baciò sulle guance Antoin e proseguì per la sua strada, lasciando Antoin 'ragazzo padre'.
Antoin avvisò la sua famiglia della presenza di suo figlio, che dopo tutto poteva anche non essere suo ma sembrò non essere interessato al quesito.
La nonna di Alexander , Marie Blanche, entusiasta si affezionò istantaneamente al piccolo e inaspettato nipotino. Anche il nonno, Luigi Visconti, si prodigò per il riconoscimento del bambino.
Alexander crebbe così dietro al giovane Antoin che si divideva tra il suo essere padre e il suo lavoro.
Non lasciò mai Alexander da solo, preferiva portarlo nelle spedizioni archeologiche, dove trovava sempre qualcuno che si occupasse di raccontare al bambino qualche storia sull'antica Troia, sui miti greci e romani, o qualche favola di Esopo.
Un giorno, quando Alexander aveva cinque anni, di ritorno dal campo lo trovò con un anziano professore mentre con cura e attenzione si prodigava con un piccolissimo pennellino a ripulire un coccio parte di una più grande anfora.
Pensò in quel momento che Arancia gli avesse fatto il più grande regalo della sua vita.
Alexander non chiese mai nulla su sua madre.
A Parigi, a casa della nonna, e a Roma studiò nel momento in cui giunse per lui il tempo di frequentare le scuole.
Antoine preferiva rimandare le campagna di scavo durante i mesi di ' bel tempo' così da poter portare il figlio, quando questo non era possibile era abbastanza risoluto per trovare accordi con i presidi delle varie scuole per una 'soluzione accomodante'.
Fin da bambino Alexander ebbe l'opportunità di acquisire una cultura nel campo della storia dell'arte, delle lingue antiche babbane, e di tutto ciò che i membri dell'equipe di suo padre portavano come bagaglio culturale personale. Data la giovane età e la facilità di apprendimento non ebbe mai problemi con la scuola. Mentre gli altri bambini babbani o maghi giocavano ricostruendo un puzzlet, lui era li a ricostruire, tassellino per tasselino un mosaico.
Durante un viggio di ritorno dalla Grecia, ad Antoine sembrò di rivedere sul ponte della nave Arancia, quando riferì l'accaduto al figlio, Alexander rispose al padre che 'Arancia era solo stata 'il jolly' della sua vita' e lo invitò a ballare sotto gli occhi supefatti degli altri viaggiatori.
Il ragazzino aveva 11 anni, quell'autunno sarebbe partito per la scuola di magia che lo aveva chiamato: Hogwarts.
» BACCHETTA
Cedro del libano e lacrime di Sirena.
» SCOPA
NVK, modello realizzato in sperimentazione.
» MATERIA PREFERITA
Antiche Rune
» MATERIA ODIATA
Divinazione
» FAMIGLIO
Merlo Indiano di nome Romeo